Comunicati

Parola d’ordine “mobilitazione”

Come contattare i gruppi locali di SNOQ

 

Presto pubblicheremo un elenco completo dei recapiti di tutti i gruppi locali di Se Non Ora Quando, per rispondere alle richieste di tante di voi che vorrebbero mettersi in contatto con il comitato della loro città.

Per il momento, chi vuole avere informazioni di contatto può scrivere a info@senonoraquando.eu e sarà messa in comunicazione con i riferimenti più vicini a lei.

Grazie!

Come sostenere Se Non Ora, Quando?

Clicca qui per saperne di più

Le ragazze a Siena per diventare grandi

Molta strada da quel 13 febbraio, e ora le donne rilanciano il ruolo del loro movimento.

di Fabrizia Bagozzi su Europa

Una rete strutturata. Ramificata da Torino a Palermo. Popolare. Orizzontale. E soprattutto, in grado di recepire e rilanciare gli stimoli che arrivano dal basso, dal corpo grosso delle donne “normali” che dividono la propria quotidianità fra famiglia, affetti e – quando c’è – lavoro. Quelle stesse che hanno riempito le piazze del 13 febbraio a prescindere dall’orientamento politico e che di recente hanno dato più di un segnale elettorale al Cavaliere e al suo modo di vedere il genere femminile.
A Siena, dove per il fine settimana del 9 e 10 giugno hanno preparato una due giorni di confronto – i famosi Stati generali –, le promotrici del comitato Se non ora quando proveranno a organizzarsi per contare di più. Per tentare di superare la frammentazione e l’andamento carsico che ha caratterizzato negli ultimi anni il movimento delle donne ed entrare così a pieno titolo nel dibattito pubblico orientandolo su tutto ciò che ha a che fare con gli interessi di genere ma anche su tutto ciò che va oltre.
Perché, sottolinea Nicoletta Dentico, «dobbiamo contribuire a costruire una nuova semantica della politica», fuori dalla logica delle cricche e delle lobby occulte. Una rete per pesare nel discorso pubblico. E fuori dai partiti e dagli schieramenti – ognuna con il proprio orientamento politico – fare proposte, mettere paletti, arrivare a leggi che rendano l’Italia un paese amico delle donne. Un obiettivo tanto centrale quanto ambizioso, che proprio con la natura carsica del movimento femminista e post-femminista, in cui spesso ogni pezzo fa repubblica a sé, dovrà inevitabilmente confrontarsi.
Ma che può contare sugli oltre 230 comitati sorti sull’onda delle piazze milionarie. E sul gran lavoro di confronto e tessitura che il comitato ha portato avanti a tutto campo con le associazioni, con la Casa internazionale delle donne, con i comitati cittadini, dal 13 febbraio a oggi proprio in vista degli Stati generali. Per fare in modo, come sottolineano Titti Di Salvo e Valeria Fedeli, che Siena «sia un momento fondativo».
Come in qualche modo è stato fondativo il big bang, quelle piazze da un milione di persone in cui «per la prima volta un movimento di popolo è stato interamente guidato dalle donne, con gli uomini a seguire», fa notare Francesca Izzo.
Dunque a Siena si discuterà del corpo delle donne (o meglio della distorta rappresentazione del medesimo), di maternità e di lavoro che non c’è, è mal pagato e se si è in gravidanza spesso si deve lasciare. Ma la scommessa sarà arrivare a organizzare una qualche forma di “rappresentanza”.
Al femminile: popolare, aperta, reticolare, non verticistica, trasversale. In grado però di prendere parola e di farla contare. Nel frattempo, dopo un lungo discutere, molti ostacoli e un continuo stop and go, a larga maggioranza – ma in terza lettura – la camera ha dato il via libera alla proposta di legge bipartisan (prime firmatarie la democratica Alessia Mosca e la pidiellina Lella Golfo) che introduce le quote rosa nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa e in quelle a controllo pubblico.
Con una percentuale del 20 per cento al primo rinnovo (dopo un anno dall’entrata in vigore della legge) e del 30 per cento al secondo. Esprime soddisfazione Alessia Mosca: «È una vittoria del parlamento che ha saputo adempiere alla sua funzione».
Come molte colleghe, Mosca non è una pasdaran delle quote: «È un “male” necessario, determinante per sbloccare un sistema ingessato come quello italiano». E rendere più fluido l’accesso delle donne alla stanza dei bottoni.

A Siena insieme

Il 13 febbraio abbiamo riempito le piazze per difendere la nostra dignità di donne e riscattare l’immagine del Paese.

La mobilitazione ha contribuito a portare tante donne al governo delle città e a risvegliare uno straordinario spirito civico.

Ma sono solo primi segnali.

La fotografia dell’ultimo rapporto ISTAT ci conferma che l’immagine deformata delle donne, così presente nei media e nella pubblicità, è solo l’altra faccia della diffusa resistenza a fare spazio alla libertà femminile.

I dati ci dicono che le donne italiane studiano, si professionalizzano, raggiungono livelli di eccellenza in molti campi. Ma sono donne, vogliono esserlo, e questo basta, nel nostro Paese, perché non entrino nel mercato del lavoro (il 50% è senza occupazione) o perdano il lavoro, spesso precario, se scelgono di diventare madri.

Sembrava fino a ieri che dovessimo aver solo un po’ più di pazienza, che la società italiana, forse più lentamente di altre, avrebbe accolto la libertà femminile.

Ma così non è. Occorre prenderne atto.

Vogliamo difendere noi stesse, il nostro presente e il nostro futuro perché una cosa è chiara: un Paese che deprime le donne è vecchio, senza vita, senza speranza.

Mettiamo a punto le nostre idee. Rilanciamo, forti delle nostre diversità, un grande movimento. Stringiamo un patto per rendere le nostre voci più forti e autorevoli.

SE NON ORA QUANDO UN PAESE PER DONNE?

il 9 e 10 luglio, a Siena  

Santa Maria della Scala

Emendamento al Decreto Sviluppo, mail bombing ai membri di Maggioranza della Commissione Bilancio

Inse non ora quando su 10 giugno 2011 a 10:59

Se ne condividi lo spunto e l’importanza per il lavoro delle donne, reinvia questa mail ai membri della maggioranza che fanno parte della Commissione Bilancio;

Onorevole deputato,
nei prossimi giorni la commissione Bilancio di cui lei fa parte discuterà l’emendamento 2.03 al decreto Sviluppo , che stanzia 100 milioni annui per il 2012, 2013,2014 per coprire crediti di imposta per le aziende che assumono donne. Questo emendamento nasce da un appello proposto da più di 80 associazioni e sottoscritto da più di 1000 persone. Non solo, i fondi (4 miliardi in 5 anni, 1136 nel triennio 2012-2014) provengono dai risparmi derivati dall’innalzamento dell’età pensionabile delle donne, che venivano destinati da una legge approvata dal Governo (Art. 22-ter, commi 1 e 3, del decreto legge 78/2009, convertito dalla legge n. 102/2009, così come modificato dal decreto legge 78/2010 convertito dalla legge n. 122/2010)  per interventi dedicati a politiche sociali e familiari con particolare attenzione alla non autosufficienza e all’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici.
La invitiamo caldamente ad approvare questo emendamento visto che già i fondi del 2010 (120 milioni) e del 2011 (242 milioni) sono stati sottratti  per misure che nulla hanno a che vedere con tali finalità
Si parla sempre della vitale importanza di stimolare l’occupazione femminile e di dare supporto alla conciliazioone e sarebbe imperdonabile che neanche questi fondi ,risparmiati dalle pensioni delle donne, non fossere reinvestiti per le donne.
Il tema è molto sentito e ci impeganmo a dare massima visibilità in rete alle vostre votazioni in Commissione.

Cordiali saluti  

Se Non Ora Quando a Vercelli, proiezione di “Libere” il 14 giugno e dibattito

Inappuntamenti su 10 giugno 2011 a 10:45

Martedì 14 giugno 2011, alle ore 21, presso la Sala Convegni della Camera del Lavoro di Vercelli, via Stara 2, si terrà, su iniziativa del Comitato Spontaneo Donne Vercelli, la proiezione del video dello spettacolo teatrale “Libere” scritto da Cristina Comencini per la regia di Francesca Comencini. L’atto unico è già stato messo in scena al Teatro Parenti di Milano il 3 ottobre 2010 e al Teatro Sannazzaro di Napoli lo scorso 28 aprile, mentre il video viene proiettato nelle principali città italiane dove si sono costituiti comitati di donne aderenti all’iniziativa “Se non ora quando?”.

A Vercelli sarà presentato dalla giornalista Milena Boccadoro, esponente della Associazione “Di Nuovo” di Torino. Lo scopo di tale serata è il coinvolgimento della cittadinanza sui temi della condizione femminile nella società odierna. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione del blog “Mille donne per la conoscenza” (http://1000perlaconoscenza.wordpress.com/) a cura di Daria Dibitonto, assegnista di ricerca in filosofia presso l’Ateneo vercellese. Seguirà un dibattito aperto al pubblico con interventi da parte delle rappresentanti del Comitato Spontaneo Donne Vercelli.

Il convegno fa seguito alla manifestazione del 13 febbraio in piazza Cavour, che si è tenuta in concomitanza alla mobilitazione nazionale di “Se non ora quando”, in cui sono stati “stesi” i pensieri di donne e uomini che esprimevano disagio nei confronti di modelli culturali allarmanti e, contemporaneamente, urgente desiderio di rinnovamento, ripreso nella successiva iniziativa dell’8 marzo, in cui le donne del Comitato di Vercelli hanno simbolicamente infiocchettato di rosa la città, ad esprimere l’auspicio che tale desiderio di rinnovamento sia presente nelle coscienze di ognuno di noi.

Lettera alle donne e ai comitati Se Non Ora Quando

Inse non ora quando su 31 maggio 2011 a 21:45

Care tutte,

come vi abbiamo già scritto, sentiamo il desiderio di incontrarci e conoscerci. Vi proponiamo una grande riunione il 9 e 10 luglio, a Siena per cominciare a tracciare il nostro progetto e definire la nostra proposta politica dopo il 13 febbraio.

La città ci ha messo a disposizione un luogo bellissimo, il Santa Maria della Scala, che ha tutte le caratteristiche di spazio per accogliere il nostro incontro. Un gruppo che comprende il comitato SNOQ di Siena e di Roma è già al lavoro per organizzare l’ospitalità e risolvere tutti i problemi logistici. Saremo in contatto continuo con voi attraverso il blog per aiutarvi in tutti i modi a partecipare.

Abbiamo pensato e discusso i contenuti per questo nostro primo incontro, e ci sembra che il nesso tra le brutte immagini di donne che attraversano gli schermi e ricoprono i muri di questo paese e il mancato posto fatto alle donne nella vita pubblica, a cominciare dal lavoro, sia il nodo su cui lavorare insieme.

Questi due aspetti, rappresentazione dei corpi e lavoro delle donne, sono le due facce dello scandalo italiano che abbiamo denunciato il 13 febbraio e che i dati ISTAT impietosamente fotografano.

Le 800.000 costrette a lasciare il loro impiego dopo una gravidanza, l’insieme indistinto e difficilmente quantificabile delle altre, inattive, disoccupate e precarie a cui di fatto viene sottratta anche solo la possibilità di immaginare una gravidanza, sono la dimostrazione che l’Italia non ha mai accettato la libertà e la differenza delle donne e ha sancito così il suo declino.

Cominciamo da qui.

Vi chiediamo di contribuire con le vostre riflessioni e le vostre proposte all’elaborazione su questi due punti.

Questo è ciò che accade nell’indifferenza dei cittadini… di Palermo,  SNOQ Siracusa esprime solidarietà alle ragazze aggredite, vittime dell’intolleranza e della profonda omofobia che serpeggia nel nostro Belpaese!

Il blog di Giulia de Spuches dal sito Accamora

Legge anti omofobia, il Comitato Nazionale Se Non Ora Quando  esprime solidarietà

alla parlamentare del PD Anna Paola Concia

Legge omofobia, SNOQ: solidarietà alla Concia


Comitato Se non ora, quando? Siracusa

calendario assemblee previste per maggio e giugno:

MAGGIO:

– martedì 10 dalle 19 alle 21;
– martedì 17 dalle 19 alle 21;
– martedì 31 dalle 19 alle 21.

GIUGNO:

– martedì 14 dalle 19 alle 21;
– martedì 28 dalle 19 alle 21.

Sede Arci piazza S. Lucia – Siracusa

_________________



Assemblea del Comitato Se non ora quando? Siracusa

Mercoledì 20 aprile torniamo a riunirci per affrontare le tematiche care a tutte le donne. Il comitato Se non ora quando? di Siracusa ricorda a tutte le componenti l’assemblea convocata per le ore 18.00 in piazza S. Lucia, presso la nuova sede ARCI. All’ordine del giorno i seguenti argomenti:

– ufficializzazione nomine direttivo

– censimento delle componenti il comitato

– tesseramento e quote associative

– prossime tematiche da seguire in ambito locale e nazionale

– varie ed eventuali

Vi aspettiamo!!!

———————–


VADEMECUM PER L’8 MARZO

27 febbraio 2011 a 13:11

Ci siamo incontrate senza conoscerci; abbiamo fatto telefonate per spronare le più pigre; ci siamo date appuntamento in tantissime piazze d’Italia perché volevamo esserci, volevamo guardarci in faccia e lavorare insieme per fare dell’Italia un paese per donne. Dopo aver riempito le piazze con la manifestazione del 13, adesso ci siamo e apriamo il confronto sui temi proposti dal nuovo appello: i lavori, la maternità/paternità, l’informazione. Le parole d’ordine, stavolta, sono informare, chiedere e ottenere. Incontriamoci l’8 marzo fuori dagli asili, negli uffici, nei parchi, nei condomini, nelle scuole, tra amiche, nei luoghi di lavoro, nelle università e parliamo di donne, di lavoro, di maternità e paternità. Discutiamo anche dell’informazione e del modo in cui i media rappresentano o non rappresentano queste realtà. Dobbiamo essere in tante. La nostra forza è la nostra presenza, libera e consapevole. In piccoli o più grandi gruppi, in centro o nelle periferie, ma dobbiamo esserci. Con presidi, flash mob, piccoli cortei, assemblee.
Se non ora quando? Adesso. L’otto marzo.

Nel nostro appello invitiamo tutte e tutti a ridare valore alla giornata internazionale delle donne. Pensiamo di farlo insieme, ciascuna come e dove vorrà, invitando tutte a legarsi virtualmente con un fiocco rosa beneaugurante, nel 150esimo dell’Unità d’Italia, per una rinascita del nostro Paese. Un fiocco rosa da appendere alle statue più vicine, alla borsa, al motorino, intorno agli alberi, alle finestre, sulla giacca o sul finestrino della macchina!

Il manifesto dell’8 marzo e le schede informative sui vari argomenti sono disponibili sul blog: potete stamparle e farne adesivi, striscioni, volantini. Quel che volete!

Ci aspettiamo da tutte le iniziative che utilizzano appello, logo e simboli di “Se Non Ora Quando?” il rispetto della trasversalità, dell’autonomia che hanno caratterizzato la giornata del 13 e che vogliamo mantenere e rafforzare. Qualsiasi iniziativa è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione.

L’8 marzo è la giornata internazionale delle donne, ma la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta.

Cercheremo di parlare prima di tutto alle giovani e ai giovani, di coinvolgerli.

I nuovi indirizzi e-mail per la mobilitazione sono:

info@senonoraquando.eu
per chiedere informazioni generali, per suggerimenti, proposte…

stampa@senonoraquando.eu
per contatti con giornalisti, riviste e altri media

appuntamenti@senonoraquando.eu
per la segnalazione delle inziative dei comitati locali e le adesioni

materiali@senonoraquando.eu
per inviare video e foto

Vademecum della mobilitazione

InSenza categoria, vademecum su 3 febbraio 2011 a 16:01

  • La manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, contro altre donne, o per dividere le donne in buone e cattive. I cartelli o striscioni ne terranno conto.
  • La manifestazione è fatta per esprimere la nostra forza e la nostra determinazione.
  • Siamo donne fiere e orgogliose. Chiediamo dignità e rispetto per noi e per tutte. Siamo gelose della nostra autonomia e non ci lasceremo “usare”. Per questo non ci devono essere simboli politici o sindacali nei nostri cortei: vogliamo che sia anche rispettata la nostra “trasversalità”.
  • La manifestazione è promossa dalle donne, ma – come diciamo nel nostro appello – la partecipazione di uomini amici è richiesta e benvenuta.
  • Cercheremo di parlare prima di tutto alle giovani e ai giovani, di coinvolgerli e di portarli in piazza.
  • Non è previsto alcun segno di riconoscimento (oggetti, fiocchi, sciarpe, colori..), solo il logo della manifestazione creato da Maddalena Fragnito disponibile on line.
  • Il logo può essere usato per fare magliette, spillette, bandiere, manifesti e tutto quel che di creativo vi viene in mente.

Alcuni slogan:

  • Se non ora, quando?
  • Questo non è un paese per donne
  • La dignità delle donne è la dignità della nazione
  • La dignità della nazione è la dignità delle donne
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