Monthly Archives: luglio 2011

Decalogo anti stupro, a Roma subito polemica

Diecimila copie distribuite nel metrò

Pubblicato: 27 luglio 2011 | Autore: mobilitazione | Filed under: rassegna stampa | Lascia un commento »

E le donne oggi in piazza Trilussa alle 19: “Consigli offensivi”

il volantino su Noidonne.org

Voleva essere un opuscolo con consigli per sentirsi più sicure in città, ma il vademecum pensato da un gruppo di signore e patrocinato dal Comune di Roma, si è rivelato un boomerang. Poco graditi alcuni suggerimenti: “Evitate strade buie e vestiti appariscenti”. “Non siamo soggetti deboli da scortare a cui propinare fantomatici braccialetti elettronici con gps per chiedere soccorso”

di Alessandra Paolini su Repubblica Continua a leggere

CHIUDE IL CENTRO ANTIVIOLENZA ERINNA!

(dall’ottimo blog Vita da streghe)

Riceviamo e doverosamente pubblichiamo:

“Chiude il centro antiviolenza Erinna di Viterbo, per la rescissione anticipata della convenzione da parte della Provincia.

Per il 28 è prevista una manifestazione di protesta indetta da SNOQ di Viterbo. Continua a leggere

Attacco continuo alla legge 194!

SNOQ Cuneo: la ricetta di Cota contro le donne

Pubblicato: 25 luglio 2011

Mentre la movimentazione delle donne cresce, si moltiplicano le voci che chiedono conciliazione di tempi di vita e lavoro, che si possa accedere ai posto di comando e far carriera, avere la metà delle politiche donne, confrontarsi con modelli alternativi a quello dei corpi a disposizione, di mogli trofeo e altre delizie…qualcuno pensa bene di passare al contrattacco minando un pilastro del movimento femminile: la legge 194. Continua a leggere

Da Siena, lavoro, politica walfare.. l’Italia deve diventare un Paese per donne!

Sulla scia del movimento che il 13 febbraio scorso scese in piazza, in tutta Italia a sostegno della dignità e dei diritti delle donne, il Comitato “Se non ora, quando?” è tornato a far sentire la propria voce il 9 e 10 luglio a Siena. Nel suggestivo scenario offerto dalla cittadina toscana, sul prato antistante la chiesa di S. Agostino, circa duemila le presenze accertate, durante la due giorni, organizzata con grande impegno dal comitato nazionale in collaborazione con le donne senesi. Continua a leggere

Niente di nuovo sotto il sole..

Delusione per la nuova giunta romana

Il Comitato nazionale Se Non Ora Quando esprime delusione di fronte alla nuova giunta comunale presentata oggi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno, che non modifica nella sostanza gli equilibri di genere all’interno della giunta stessa.

“Questa vicenda dimostra ancora una volta che la rappresentanza delle donne nel governo del paese continua ad essere concepita come un piccolo regalo simbolico e non come una presa d’atto che le donne sono oltre la meta’ della popolazione attiva in Italia”, spiega Serena Sapegno, membro del Comitato nazionale Se Non Ora Quando.

Se Non Ora Quando ricorda che l’Italia ha uno dei piu’ bassi tassi di rappresentanza femminile in politica al mondo. Solo il 21% dei parlamentari italiani sono donne. Su 8000 sindaci in Italia, le donne sono 800. Se Non Ora Quando esorta con forza gli amministratori pubblici a tenere presenti questi numeri nella composizione delle future giunte. Se Non Ora Quando?

Noi non siamo sole!

Non siamo più sole: al di là di tutte le riflessioni, i commenti, il coinvolgimento e tutto il resto dell’evento, che troverete su tutti i giornali, il mio sentimento personale è stato questo.

Non più un essere isolato contro il sistema, ma una persona insieme a tante altre persone, brave, intelligenti e determinate. Che non si sono parlate addosso, come tante volte ho sentito in altri consessi politici, ma che hanno sempre portato contributi importanti e anche idee nuove. Continua a leggere

Se non ora quando… uomini italiani?

Lettera di Gianguido Palumbo, Roma:

Sono stato a Siena sabato e domenica dall’inizio alla fine dell’incontro delle donne italiane di “Se non ora quando?”. Ero uno dei 100 uomini presenti ( li ho contati uno più uno meno, esclusi i giornalisti e i tecnici ). E’ stata una esperienza intensa, molto interessante, bella, anche per me. Conoscevo alcune delle organizzatrici e quasi tutto il gruppo delle veneziane, avendo vissuto 30 anni in quella città. Sono andato convinto che mi avrebbe fatto bene e così è stato. Mi ha dato ancora più fiducia sia in questa Italia in movimento sia nelle donne promotrici e partecipanti, sia nelle idee e nelle attività che sto facendo da anni, in un misto indistinguibile fra la mia vita e il mio lavoro, fra scrittura di articoli, libri, siti, pagine in rete, progetti ed iniziative legate alla cooperazione internazionale, alle migrazioni e la multietnicità.

Il momento più forte e significativo delle giornate di Siena, nella sua essenziale capacità di comunicare, è stato il ballo finale sul palco delle promotrici, di ogni età, trascinate dalla bellissima canzone di Patti Smith “ People have the power”, che nel titolo indica una possibilità e una necessità. Già a Roma in Piazza del Popolo il 13 febbraio mi aveva colpito questo momento liberatorio e coinvolgente del ballo vero, scatenato, di corpi di donne ventenni, trentenni…. ed anche settantenni, che dopo aver parlato, ragionato alto, proposto, lavorato, hanno espresso la loro forza, la loro gioia ed energia ballando : noi uomini non lo facciamo quasi mai e men che mai lo faremmo alla fine di un incontro politico nazionale al centro di un palco davanti a centinaia o migliaia di altre persone.

Tutte le 24 ore quasi consecutive, dalle 12.30 di sabato alle 13 di domenica 9 e 10 luglio a Siena, sono state comunque significative per la varietà di interventi, testimonianze, analisi e proposte fatte da donne veramente tanto diverse fra loro per età storia, formazione, provenienza, ruolo, comprese le attrici, le musiciste, le artiste.

I momenti più strani li ho vissuti io nel sentirmi guardato e vissuto come “estraneo” come “altro” e al massimo accettato come osservatore o compagno-marito di una delle donne presenti o appunto utilizzato come “fotografo” volante di amiche che volevano giustamente ricordare quei giorni in uno scatto.

Ho anche vissuto con imbarazzo critico l’assenza totale dell’intervento di un uomo, almeno uno ( tranne il saluto del Sindaco ) che parlasse del piacere e dell’interesse di essere lì e della grande potenzialità umana e politica di una nuova collaborazione fra movimento delle donne e uomini in cambiamento che pur esistono in Italia, da anni, in molte città, in piccoli gruppi o in alcune associazioni nazionali ( fra gli altri: Il Cerchio degli Uomini di Torino, Uomini in Cammino di Pinerolo, Gruppo Uomini di Viareggio, Gruppo Uomini di Verona, Uomini in Gioco di Bari, Maschile Plurale di Bologna, di Roma e di Napoli, Non più Sole di Modica, L’Associazione nazionale MaschilePlurale, la Rete italiana di Uomini Clienti con l’Associazione Le Ragazze di Benin City di Aosta). Sono stato molto tentato di provare a parlare ma ho deciso che la mia individualità non avrebbe espresso alcuna rappresentatività maschile e avrebbe rischiato di diventare una sorte di “esibizione”.

Ma apparte i gruppi e le associazioni esistenti di uomini, di cui ho anche fatto parte attiva negli ultimi anni, sono convinto che sia proprio ora ( e Se non ora quando uomini italiani ? ) che il maggior numero possibile di Uomini Italiani di ogni età, origine, storia, formazione, città, si sveglino, si confrontino, in contemporanea, in parallelo, in momenti di autonomia e di collaborazione, provino a cambiare da soli e assieme, nella vita e nel lavoro, nella politica e nell’associazionismo, assieme fra loro e assieme alle donne, proprio come stanno facendo centinaia di migliaia di donne italiane in questo nuovo movimento trasversale apertissimo ma anche decisissimo e molto chiaro per alcuni principi, idee, proposte e capacità di azione.

Ho seguito con molto interesse l’inizio di questo nuovo protagonismo femminile a partire dalla prima serata romana all’Accademia di Danza con la proposta dello spettacolo “Libere” scritto e diretto dalle sorelle Comencini e recitato da due attrici diverse come la Aragonese e la Savino. Quella sera di circa un anno fa eravamo almeno 500 persone, molte donne ma anche molti uomini ad assistere allo spettacolo teatrale e poi al primo dibattito in cui si iniziava a ipotizzare un risveglio nuovo delle donne italiane che collegasse la storia del Femminismo al presente di donne diverse e capaci i dialogare, fare rete, impegnarsi per reagire e provare a scuotere e cambiare un’Italia al collasso mentale prima ancora che sociale politico ed economico.

Ho seguito la nascita della pagina FaceBook e poi l’organizzazione del 13 febbraio, dove sono andato, e poi ancora di Siena. Mi pare, pur da uomo, che veramente questo nuovo movimento abbia la forza e l’originalità di coinvolgere molte più donne di prima, di quei gruppi movimenti di quarant’anni fa e di altri periodi.

E sento, da uomo che da altrettanti anni prova a cambiare se stesso con tutte le difficoltà e contraddizioni nel difficile cambiamento generale della società, che i gruppi e le associazioni di uomini esistenti che da tanti anni ormai si impegnano in modi diversi a cambiare le loro vite maschili, le loro coscienze, i pensieri, le abitudini, le relazioni individuali e familiari e sociali, sono troppo chiusi in sé, troppo auto-concentrati, troppo isolati, troppo elitari come in parte lo erano alcuni gruppi di femministe storiche.

Mi sono chiesto più volte come vivrebbe e sarebbe oggi un mio figlio maschio trentenne: ho solo una figlia di cui sono più che orgoglioso e sono sempre più convito dell’importanza e della grande difficoltà di sperimentare un nuova educazione alla Maschilità, oggi pressoché inesistente con molti genitori in crisi per le crisi dei propri figli adolescenti o giovani adulti.

Ma adesso, se non ora quando, anche noi Uomini in quanto tali in quanto maschi di ogni età, in quanto persone comuni ovunque siamo, in quanto mariti o compagni di vita, in quanto padri, figli, fratelli, in quanto impiegati, operai, intellettuali, politici, giornalisti, insegnanti, artisti, possiamo e dobbiamo provare a cambiare, in un’Italia e in un mondo in subbuglio, con grandi rischi e paure ma anche con grandi energie che si stanno esprimendo in ogni paese e cultura.

Se non ora quando Uomini Italiani, assieme fra noi e assieme alle donne, con il rispetto reciproco ma anche con la forza della collaborazione, sulla base di confronti sinceri, critiche, analisi e possibili proposte anche comuni.

Potrebbe nascere una rete italiana di SNOQ-U, uomini in una rete aperta, attiva, presente nelle diverse città, collegata da idee e proposte, alcune proprie e specifiche altre assieme alla rete delle donne, per arricchire e rafforzare l’Onda lunga che in Italia sta finalmente iniziando a modificare la situazione generale del Paese.

Le analisi fatte a Siena, ed anche prima, dalle donne del nuovo movimento facevano capire bene come non sia più sufficiente aspettare pur attivamente le nuove elezioni politiche sperando in un nuovo Governo di Centro Sinistra più o medo discreto. C’è bisogno di cambiamenti profondi culturali, comportamentali, sociali, politici ed economici, che attraversino tutti i Partiti e i Movimenti, in sintonia con un mondo che travolge dittature consolidate, rompe schemi, collega donne e giovani dell’Africa , dell’America latina, dell’Europa, della Cina, degli Stati Uniti. Un mondo che non aspetta “semplicemente” di superare la crisi finanziare rilanciando un nuova “Crescita Economica” come se fossimo negli anni Trenta o Sessanta o Ottanta. Le crisi ambientali, sociali, economiche richiedono ben altro e soprattutto i giovani e le donne lo stanno capendo più e meglio di milioni di Dirigenti Uomini al potere in tutto il mondo.

Se non ora quando, uomini italiani : proviamoci anche noi a cambiare e far cambiare, partecipando e ritrovando nuove e diverse energie maschili da scoprire o reinventare.

Arrivederci..

Al suono di dogdays are over si conclude la due giorni di Siena: è stato

emozionante, complicato, concreto, entusiasmante, non perdiamoci più.

Le parole d’ordine: includere, fare rete, organizzarsi stabilmente,

valorizzare i territori.

Buon cammino…la fiaccola è accesa.

Sostienici per cambiare, se non ora, quando?

SNOQ ha bisogno di te!

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Consultori………… e i sogni nel cassetto

Mi ripeto, e non mi scuso, perché il tema economico diventa per noi sempre più importante.

Ieri il ministro Tremonti, dopo aver annunciato nella manovra economica chissà quali sfracelli per SUV e altri ricchi (poi prontamente ritirati), si è ridotto alla solita solfa di pesanti tagli agli Enti locali, rimandando 40 miliardi da trovare al governo che verrà nel 2013.

Oltre alla furbesca irresponsabilità di un simile atteggiamento, i tagli agli Enti Locali comportano che, non avendo abbastanza fondi per tutto, per poter pagare gli stipendi dei dipendenti verranno tagliati i fondi ai servizi: asili nido, assistenza agli anziani, risorse per le scuole, e chissà cos’altro.

Sappiamo benissimo che l’assenza di questi servizi ricade in gran parte sulle donne. Combiniamola con la scarsa possibilità di lavoro, e che succede? Succede che se una donna, dopo aver fortunosamente trovato lavoro, deve lasciarlo perché non riesce più a star dietro alla famiglia; e che quando poi potrebbe tornare al lavoro, non troverà più nulla.

Tireremmo tutti volentieri la cinghia, se si trattasse di uno sforzo collettivo: ma come possiamo accettare i sacrifici, quando (cito dal Fatto Quotidiano) “ ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione, 350 miliardi di economia sommersa…. E oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse “ in più, aggiungo io, l’economia mafiosa che è stimata in 120 – 150 miliardi!

E noi dobbiamo patire per mantenere questi parassiti che ci succhiano il sangue, mentre pensionati che non riescono a sopravvivere, si tolgono la vita? Qua siamo ben oltre le brioches di Maria Antonietta, se non si riesce a tassare nemmeno i SUV!!

La riunione di martedì scorso è stata bella, ho sentito tanta vivacità, tanti progetti: ce li sbatteranno tutti in faccia, dicendo che non ci sono soldi. Quante cose si potrebbero fare, quante donne si potrebbero liberare, se si potessero attuare quei progetti! Pensateci: la libertà, la dignità di una persona, donna o uomo che sia, è fortemente legata al lavoro, all’indipendenza finanziaria e sociale che questo comporta.

Chi è in difficoltà è anche costretto a votare in una certa maniera, lo sappiamo; e in questa maniera inizia il tarlo della perdita di dignità, che lo scava dentro passo dopo passo, finchè non è più consapevole di sé come persona. Dobbiamo andare sulle barricate, fare un’altra grossa manifestazione come quella del 13 Febbraio e urlare “ NON VI MANTENIAMO PIU’ “ a chi ci governa.

Propongo di portare questo argomento a Siena.

Propongo inoltre di creare un sistema di allerta dotato di un meccanismo di comunicazione rapido, ad esempio a mezzo SMS, quando è necessaria una veloce mobilitazione di massa. Si potrebbe creare un coordinamento tra le varie portavoce che, su segnalazione o motu proprio, deciderebbero se fare o no la mobilitazione; a quel punto ognuna lo comunicherebbe al proprio direttivo e questo, a cascata, a iscritte, simpatizzanti etc, con la rapidità del fuoco nella prateria.

Rita Trigilio