Monthly Archives: giugno 2011

Non ghettiziamoci!

Carissime,

vorrei che a Siena si portasse anche un punto che per me è fondamentale, cioè parlare di tutto, non solo dei temi precipui della donna. Se ci chiudiamo in spazi femminili, facciamo solo un favore a coloro che vogliono limitarci.

Ad esempio, l’economia: se va male, la libertà della donna va a farsi friggere.

Io invece vorrei capirne di più.

Oggi ho sentito  che, a seguito della notizia che la Grecia adotterà misure drastiche, tra le quali la privatizzazione di molte strutture statali, i mercati dei bond greci si sono tranquillizzati. A questo punto mi si sono drizzate le orecchie, perchè a me, profana, sembra che si stia facendo di tutto per portare la Grecia a svendersi, pur di non scontentare i mercati. E perchè lo spread dei BTP italiani si è tranquillizzato anche lui? Che rapporto diretto ha con la Grecia?

Io mi sento impotente, mi sembra di capire che forze transnazionali siano all’opera attivamente per mettere in ginocchio paesi deboli, e che l’Italia sia la prossima vittima predestinata, studiata a tavolino.

E penso che dobbiamo cercare tra di noi economiste capaci di spiegarci questi processi e come possiamo combatterli. Non dimentichiamo che l’attuale crisi ci è arrivata dagli USA, perchè le grandi compagnie immobiliari dovevano piazzare artificiosamente i loro immobili in un mercato fermo.

Ora ne stiamo soffrendo tutti, per la mancata vigilanza di alcuni. E naturalmente per tutti pagano i più deboli, tra i quali le donne.

Credo che sia importante per noi avere la capacità di affrontare anche temi specialistici come questo.

Comprendere, è battaglia mezza vinta

Rita Trigilio

Aspettando Siena.. 9 e 10 luglio 2011 Assemblea nazionale SNOQ

Cristina Comencini: noi il campo non lo lasciamo

l’intervista in video

Francesca Comencini:

“Se non ora, quando”, le donne pronte a tornare in piazza

l’intervista in video

“Donne, che fare? Risponde da Siracusa Susanna Camusso

“Un incredibile spreco di talenti” queste le parole di Mario Draghi nelle sue ultime considerazioni da presidente della Banca d’Italia, in riferimento alla scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro che Draghi indica come un fattore cruciale di debolezza del sistema.. 

Del resto su questo argomento i dati dell’ultimo rapporto Istat, sulla situazione del Paese nel 2010 parlano chiaro. In Italia 800.000 donne sono costrette a lasciare il loro impiego dopo una gravidanza, una madre su 3 ha dovuto lasciare il lavoro per motivi familiari. Nella metà dei casi l’abbandono è dovuto alla nascita di un figlio, una donna su cinque fra quelle che lavorano e hanno meno di 65 anni ha lasciato il lavoro per il matrimonio, la gravidanza o per altri motivi familiari.

Per contro le donne italiane sono quelle che si laureano di più e meglio degli uomini a fronte di un’occupazione femminile ferma al 46% della popolazione in età da lavoro, 20 punti in meno di quella maschile, dato più basso tra tutti i Paesi europei. Per concludere le retribuzioni, a parità di istruzione ed esperienza, sono inferiori del 10% a quelle maschili e il tempo di cura della casa a carico delle donne resta in Italia molto maggiore che negli altri Paesi. L’Italia non è un paese per donne!

Ma come invertire questa tendenza che rischia di farci precipitare nuovamente nel peggiore dei periodi oscurantisti degli ultimi decenni. In rappresentanza del comitato Senonoraquando di Siracusa, Nadia Germano lo ha chiesto, durante la sua breve visita a Siracusa, ad una donna che alla tutela del diritto al lavoro ha dedicato la propria vita.

Susanna Camusso, leader nazionale della CGIL, ecco la sua risposta: “donne che fare? E’ un po’ brutale, – si schermisce la Camusso – ma rappresenta parte del mio pensiero. Tante cose abbiamo fatto.. se questo paese vanta una legislazione positiva e il fatto che ormai sono più le donne laureate e meglio degli uomini è perché c’è una storia della CGIL, una storia del movimento delle donne.

Ci sono anche dei fatti simbolici, le scelte che negli anni il nostro sindacato ha fatto di “assenza di esclusione delle donne”, o di una norma antidiscriminatoria che la rendesse un’organizzazione inclusiva di uomini e donne. Anche questo è un fatto simbolico nei confronti del resto del Paese e di chi non riesce neanche a concepire l’uguaglianza tra donne e uomini!

Io credo che per il futuro – continua la Camusso – ci siano due cose da fare, in primo luogo dobbiamo ripartire dalla dignità del lavoro per tutti e per le donne, ahimé, significa ripartire dal diritto alla maternità, perché ciò che ci stanno progressivamente sottraendo è un diritto che pensavamo acquisito e consolidato, invece quando ci sono 800 mila dimissioni in bianco che derivano da questo, quando le donne che vengono da noi ci dicono che se devono fare un colloquio e sono precarie, per essere stabilizzate si sentono chiedere se si sposeranno, se faranno un figlio e chi se ne occuperà?

Tutto ciò vuol dire che il diritto alla maternità è tornato ad essere un tema privato e non un diritto riconosciuto sul piano del lavoro! Capisco che per molte di noi che queste lotte le hanno fatte tanti anni fa, sembra di tornare indietro ma è li che siamo tornati! Mi permetterete di notare l’assurdità di tuto ciò in un Governo che quando non sa che cosa dire parla di famiglia! Penso ad un’idea di libertà di lavoro, attraverso la rivalutazione del lavoro pubblico, la valorizzazione dell’istruzione, dell’università, (attraverso l’eliminazione delle baronie..) perché ritornino luogo di crescita dell’istruzione.

Detto ciò, – conclude la Camusso – io credo che dobbiamo fare una cosa, così come noi abbiamo ribadito già il 13 febbraio e come facciamo quotidianamente, è molto faticoso, in qualche caso doloroso ma io credo che bisogna farlo! Noi dobbiamo cambiare il linguaggio politico di questo Paese! Bisogna che il tema della dignità delle donne non sia il tema di una piazza, ci sono delle parole che non si devono più usare.. e che siano luogo di giudizio preciso per chi le usa!

Di Bunga bunga, di “escort” che diventano mazzette, dell’idea che la vita privata divenga palcoscenico pubblico, dell’idea che il rapporto con il corpo delle donne sia determinata dalla ricchezza di chi lo può possedere e non dalla gioia di vivere di quelle donne non se ne può più e bisogna cominciare a dirlo! Bisogna cominciare ad ascoltare il proprio linguaggio, perché non è così vero che non ci sia stata una progressiva corruzione per tutti.

Le barzellette son divertenti ma sono un grande corruttore, perché tu pensi di dire una cosa divertente e invece stai progressivamente offendendo la dignità delle donne di questo Paese. Ogni giorno impariamo anche noi, che possiamo essere insieme un soggetto di trasformazione e che se si mette a disagio una donna, una ragazza, una bimba o una signora della terza età, usando quel linguaggio, ogni giorno si fa un punto di arretramento che non è delle donne è di tutti!

Se stanno meglio le donne, stanno meglio tutti, ed è certo che se noi non stiamo bene, tutto il Paese sta peggio!

E qui scatta l’applauso sentito e caloroso, all’interno della sala convegni gremita di gente, che conclude il lungo intervento di Susanna Camusso, in occasione dell’assemblea dei quadri dirigenti del Sindacato.

La segretaria nazionale della CGIL, accompagnata da Mariella Maggio e Paolo Zappulla, rispettivamente segretario regionale e provinciale della CGIL, durante l’incontro ha inoltre risposto alle sollecitazioni della stampa locale, su temi critici quali, lavoro, fisco e walfare, soffermandosi su questioni scottanti come l’accordo di programma sulla chimica fra tutti e la mancanza cronica di occupazione nell’isola, situazione che, dati alla mano, si ripercuote a cascata sul crollo dei consumi e quindi sullo sviluppo dell’economia siciliana e nazionale.


Il “risveglio” delle coscienze!

 di Barbara Graffiotti

Il termine coscienza deriva dal latino Cum-scire (“sapere insieme”) ed indicava originariamente un determinato stato interiore.

L’ho copiato da wikipedia perchè è estremamente significativo;

questo referendum è stato più di una semplice espressione popolare, è stato un vero e proprio risveglio, da sinistra a destra al centro, al di là di ogni ideologia politica, è stato il vero “SAPERE INSIEME”; quello che stavamo rischiando di dimenticare, quello che rischiava di cancellare dalla memoria la storia del nostro popolo, un popolo che da nord a sud ha sempre saputo combattere per la propria dignità e libertà!!

E’ davvero commovente il significato profondo di questo referendum, abbiamo riscoperto qualcosa che non sapevamo più di avere…e pensiamoci… in fondo in fondo dobbiamo ringraziare proprio lui!

Se con le sue bassezze non avesse talmente toccato il fondo dell’intollerabile, forse saremmo rimasti ancora a lungo in uno stato di “narcosi mentale”!

IL VENTO E’ CAMBIATO DAVVERO!!!!

Barbara Graffiotti – portavoce di SNOQ Siracusa

Signore e signori…..Referendum!

Ieri, ha avuto inizio il programma finale di azioni concordate dal coordinamento per il referendum di Siracusa, il nostro comitato ha cominciato con un volantinaggio informativo al Teatro Greco, sede annuale delle rappresentazioni classiche  dell’INDA (Istituto Nazionale del Dramma Antico). 

Durante il volantinaggio abbiamo effettuato un vero e proprio sondaggio per capire che aria tira ad una settimana dall’appuntamento referendario e sapete quali sono stati i risultati? Un vero e proprio successo! Pensate che molti dei volantini che avevamo portato da distribuire li abbiamo conservati per la prossima tornata, visto che la maggior parte della gente ci ha dichiarato  con soddisfazione e fermezza incredibili, – ” io voto 4 SI, non c’è dubbio!” Una piacevolissima sorpresa che la dice lunga sulla consapevolezza degli italiani e sulla loro voglia di partecipazione alle decisioni importanti di questo paese! Grande apprezzamento anche per il comitato SNOQ da parte di molti cittadini che, passando per recarsi ad assistere alle rappresentazioni, hanno notato il nostro striscione, complimentandosi per l’iniziativa! Abbiamo anche incontrato una coppia di spettatori di Reggio Calabria, “soci” del SNOQ reggino, con il quale abbiamo preso subito contatti. Che dire? E’ stato un bel pomeriggio, tempo permettendo.. infatti tra una goccia d’acqua e qualche folata di vento ci ha consentito di prendere contatto ancora una volta con la realtà della piazza, sempre più partecipativa e vigile sulla buona/cattiva gestione della cosa pubblica….         

Grazie a Rita Trigilio, Barbara Graffiotti, Lucia Rita Storaci e la consigliera comunale Carmen Castelluccio che hanno supportato l’iniziativa fornendo “manodopera” ed entusiasmo!!!

Ecco il calendario delle iniziative pro Referendum che si svolgeranno in settimana a Siracusa: 

Domenica 05/06: Mario del Pub Buzz ore 17,30 al Teatro Greco (info e volantinaggio)

A Melilli e Villasmundo ore 12 sit-in nelle piazze principali a cura di WWF e Lega Ambiente

Lunedì 06/06 Ore 20,15 Dibattito in Piazza Archimede in diretta TV (Lega Ambiente, Comitato Acqua Pubblica, SNOQ.

Martedì 07/06 Ore 09,30 volantinaggio mercato S. Panagia. Si parte dalla scuola di via Calatabiano (SNOQ, Comitato Acqua Pubblica)

Mercoledì 08/06 ore 18 info e volantinaggio supermercati di via Elorina (SNOQ)

Giovedì 09/06  ore 12 SNOQ al supermercato Simply di Viale Scala Greca

biciclettata comitato Acqua Pubblica di pomeriggio

Ore 21 circa festa al Buzz

Venerdì 10/06 Festa conclusiva in Piazza Archimede

Fiere, determinate, coerenti, sintetiche, identikit di SNOQ

Come vedo la donna di SNOQ?

La vedo fiera e determinata, capace di agire e di avere iniziative, capace di un pensiero ampio e documentato.

Nel dibattito la vedo come un laser. Come un fascio di luce coerente che, solo in virtù di questa coerenza, arriva a incidere con straordinaria precisione, senza una sbavatura, dritta al bersaglio.

Così la donna di SNOQ, con un fascio di idee coerenti, padroneggia il dibattito per convincere (e non vincere) il proprio interlocutore.

Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di essere allenate al dibattito, dobbiamo imparare ad essere concise ed efficaci. Essere sintetiche è importante, sia per tenere alta l’attenzione di chi ci ascolta, sia per poter finire di parlare prima che qualcuno ci parli addosso.

Propongo quindi di allenarci nel corso delle nostre riunioni di assemblea, in questo modo:

tutte dovranno prendere la parola, anche chi non ha intenzione. Questo costringe tutte a pensare ed esprimere una opinione. Gli interventi andranno a giro, in senso orario o antiorario, a seconda di come vuole la moderatrice. Quest’ultima dovrà monitorare la durata degli interventi, che non devono eccedere i due minuti ciascuno (così ci abituiamo tutte alla sintesi) e, se la discussione lo richiede, procedere a un secondo giro di interventi.

Penso che quanto sopra possa servirci, anche perché ognuna di noi deve poter rilasciare un’intervista che sia interessante, che possa incuriosire chi non ci conosce, che lasci nel ricordo di chi ci ha ascoltato il desiderio di saperne di più.

Fatemi sapere che ne pensate

Rita Trigilio

Il documento base di SNOQ Siracusa

SENONORAQUANDO

Siracusa

Perché siamo qui

Nato dall’aggregazione spontanea di varii gruppi di persone, in prevalenza donne, SNOQ si sviluppa sulla base di un’indignazione rivolta principalmente al modo in cui la classe dominante vilipende quotidianamente la donna e le sue legittime aspirazioni.

SNOQ è un movimento di opinione e azione politica non partitica , i cui elementi fondanti e irrinunciabili sono i seguenti:

1. La salvaguardia dei diritti, soprattutto di quelli negati, pertanto principalmente delle donne,dei giovani, e delle fasce più deboli in generale;

2. La battaglia contro qualsiasi forma di discriminazione;

3. La difesa della Costituzione Italiana;

4. In opposizione a qualsiasi tentativo di ghettizzazione, il diritto di esprimere opinioni e intraprendere azioni nei confronti di qualsiasi argomento della vita civile, a prescindere dal grado di vicinanza alle tematiche “ proprie “ femminili. Non vogliamo intervenire solo su asili nido e tutela della maternità, ma anche su lavoro, scuola, ambiente, economia, immigrazione, sesso degli angeli, fisica nucleare e quant’altro ancora.

5. A SNOQ si aderisce come persone singole. Ma SNOQ interloquisce sia con persone singole, che con gruppi già formati, allo scopo di concertare azioni di sostegno reciproco.

6. La filosofia di SNOQ è: “ e – e “, cioè aprirsi a tutte le realtà femminili (ma anche non), cercando di stabilire dei percorsi comuni, lasciando ad ogni specifico gruppo la piena autonomia, ma intervenendo nel sostenere attivamente le iniziative condivise. Il tutto, ovviamente, nell’ottica di una reciprocità di sostegno nelle azioni che SNOQ proporrà di suo.

7. Le iniziative di SNOQ vengono decise da un’assemblea, sulla base delle effettive risorse del gruppo (risorse di tempo, denaro, disponibilità personale etc). Un comitato di coordinamento, eletto dall’assemblea, ne accoglie le istanze per portarle avanti, collaborato dalla stessa.

8. Siamo indipendenti dai partiti. Pure, non disdegneremo di mostrare loro quali sono i punti fondamentali dell’essere donna, sperando che qualcuno condivida le nostre esigenze, così come intendiamo confrontarci con i rappresentanti istituzionali di qualsiasi livello. Tutto ciò non avrà alcuna ripercussione sull’indipendenza di SNOQ, che non è nata per essere appendice o cassa di risonanza di una parte politica o di un’altra.